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Saturday, 23 January 2016
Wednesday, 17 June 2015
visita: Kha and Merit's tomb (Egyptian Museum)
In the Egyptian Musium.
Merit and Kha were buried with the objects they loved when alive and necessary in their afterlife. Unguents and kohl were essential for cleanliness and were preserved in vases with a cover made of alabaster, glass and ceramic. Kohl was used as a protection against sun and flies: they spread it under the eyes as a make up. It was kept in a palm shaped vase as the palms were symbols of life. The glass was very precious as it was quite new. All these little vessels were put inside a two level box with five compartments. The box is decorated with a chess pattern and a lotus gem – the lotus means rebirth as it is a flower which closes at night and disappears in the water to re – emerge the following day. The sentence written on the box says that it is an offer to Merit's spirit.
http://collezioni.museoegizio.it/eMuseumPlus?service=ExternalInterface&module=collection&objectId=102290&viewType=detailView
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.405210236199413.101049.178778378842601&type=3
Al Museo Egizio.
La tomba di Kha e di Merit era corredata di tutti gli oggetti da loro usati in vita, necessari nell’Aldilà. Gli unguenti e il kohl erano considerati elementi essenziali per l’igiene e venivano conservati in una varietà di recipienti con coperchio in alabastro, vetro e ceramica. Gli Egizi si proteggevano dal sole e dalle mosche spalmandosi sotto gli occhi del kohl scuro. Il tipico recipiente per il kohl era a forma di palma, simbolo della vita. Il vetro era un materiale relativamente nuovo e perciò considerato prezioso. Tutti questi recipienti di forme diverse, furono sistemati con cura in questa cassetta di legno a due livelli, dotata sul fondo di cinque scompartimenti. Il cofanetto è decorato con un motivo a scacchiera e con una gemma di loto e una bordura di questi fiori (il loto simboleggia la rinascita perché di notte si chiude e va a fondo, per rifiorire però all’alba). L’iscrizione, forse aggiunta poco prima della sepoltura, riporta che il cofanetto è un’offerta funeraria per lo spirito di Merit.
Merit and Kha were buried with the objects they loved when alive and necessary in their afterlife. Unguents and kohl were essential for cleanliness and were preserved in vases with a cover made of alabaster, glass and ceramic. Kohl was used as a protection against sun and flies: they spread it under the eyes as a make up. It was kept in a palm shaped vase as the palms were symbols of life. The glass was very precious as it was quite new. All these little vessels were put inside a two level box with five compartments. The box is decorated with a chess pattern and a lotus gem – the lotus means rebirth as it is a flower which closes at night and disappears in the water to re – emerge the following day. The sentence written on the box says that it is an offer to Merit's spirit.
http://collezioni.museoegizio.it/eMuseumPlus?service=ExternalInterface&module=collection&objectId=102290&viewType=detailView
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.405210236199413.101049.178778378842601&type=3
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Al Museo Egizio.La tomba di Kha e di Merit era corredata di tutti gli oggetti da loro usati in vita, necessari nell’Aldilà. Gli unguenti e il kohl erano considerati elementi essenziali per l’igiene e venivano conservati in una varietà di recipienti con coperchio in alabastro, vetro e ceramica. Gli Egizi si proteggevano dal sole e dalle mosche spalmandosi sotto gli occhi del kohl scuro. Il tipico recipiente per il kohl era a forma di palma, simbolo della vita. Il vetro era un materiale relativamente nuovo e perciò considerato prezioso. Tutti questi recipienti di forme diverse, furono sistemati con cura in questa cassetta di legno a due livelli, dotata sul fondo di cinque scompartimenti. Il cofanetto è decorato con un motivo a scacchiera e con una gemma di loto e una bordura di questi fiori (il loto simboleggia la rinascita perché di notte si chiude e va a fondo, per rifiorire però all’alba). L’iscrizione, forse aggiunta poco prima della sepoltura, riporta che il cofanetto è un’offerta funeraria per lo spirito di Merit.
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Sunday, 7 June 2015
visita: Mickey mouse in Turin
Mickey Mouse visited Turin to celebrate the 150th anniversary of the Italian Unity, but the most famous story set in Turin of the popular Disney hero is the one related to an adventure at the Egyptian Museum. Mickey - together with Goofy, Minnie and the director of Mousetown museum, Mr Zapotec - must take an important Indian relic to the Egyptian Museum in Turin. The populat group visits the city with its museums (“How many museum this city has!” Goofy says), taste the delicious chocolate …..till the find is stolen and the adventure starts . Of course with the usual happy ending.
The story was written by Gianfranco Goria and designed by Giampiero Ubezio for the 7th February 1993 issue – when the little magazine still cost 2.300 liras.
Topolino visitò Torino più volte, una per celebrare i 150 anni dell'unità d'Italia, ma la storia più famosa è quella ambientata al Museo Egizio. L'avventura si apre su un aereo in volo verso Torino. A bordo il professor Zapotec, direttore del museo di Topolinia, accompagnato da Pippo, Topolino e Minni. Il gruppo deve portare alcuni importanti reperti al Museo Egizio, ma arrivati a torino i nostri amicic fanno i turisti, e pregustani i gianduiotti e la pasticceria torinese. La sera prima dell'inaugurazione, però, la statuetta viene rubata. Qui comincia il giallo che porterà alla scoperta del ladro. La storia fu scritta da Gianfranco Goria e disegnata da Giampiero Ubezio per il numero del 7 febbraio 1993, quando il giornalino costava ancora 2.300 lire.
The story was written by Gianfranco Goria and designed by Giampiero Ubezio for the 7th February 1993 issue – when the little magazine still cost 2.300 liras.
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Topolino visitò Torino più volte, una per celebrare i 150 anni dell'unità d'Italia, ma la storia più famosa è quella ambientata al Museo Egizio. L'avventura si apre su un aereo in volo verso Torino. A bordo il professor Zapotec, direttore del museo di Topolinia, accompagnato da Pippo, Topolino e Minni. Il gruppo deve portare alcuni importanti reperti al Museo Egizio, ma arrivati a torino i nostri amicic fanno i turisti, e pregustani i gianduiotti e la pasticceria torinese. La sera prima dell'inaugurazione, però, la statuetta viene rubata. Qui comincia il giallo che porterà alla scoperta del ladro. La storia fu scritta da Gianfranco Goria e disegnata da Giampiero Ubezio per il numero del 7 febbraio 1993, quando il giornalino costava ancora 2.300 lire. Go to our Catalogue for Ebooks and Stories
Monday, 16 February 2015
Visita- faith and religion
Per la Versione Italiana
![]() |
| Gran Madre |
http://italiainsolita.blogspot.it/2014/12/i-segreti-della-gran-madre-di-torino.html
http://www.duepassinelmistero.com/Gran%20Madre.htm
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Versione Italiana
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| Faith and the Calice |
http://italiainsolita.blogspot.it/2014/12/i-segreti-della-gran-madre-di-torino.html
http://www.duepassinelmistero.com/Gran%20Madre.htm
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Wednesday, 28 January 2015
Visita- Museo Egizio
The reason why the Egyptian museum of Turin is the second biggest in the world after Cairo Museum do not refer only to its legendary origins. The interest for Egypt was born in the Savoy monarchs when, in 1629, they bought from the Gonzaga' family, a bronze table adorned with Egyptian gods and in the centre the goddess Isis, the Mensa Isiaca. It was a remake, but it marked the beginning of a passion.
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In 1759 Carlo Emanuele III asked the botanic professor Vitaliano Donati to bring back some relics from his journey to Egypt . In 1824 Carlo Felice bought from Bernardino Drovetti, a Napoleonic diplomatic and collector, a great part of his Egyptian relics for about 4000.000 lira, now 700 euros.
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The relics came to Turin from Genoa on cards dragged by horses in the freezing winter 1823. It was the beginning of the Egyptian Museum, the first in the world.
http://countrybred.com/countrybred/the-egyptian-museum-of-turin/
http://www.monithon.it/blog/2014/04/21/monithon-museo-egizio-di-torino-appunti-e-riflessioni-2/
Versione Italiana
Perché proprio a Torino c’è il secondo museo egizio più grande al mondo? A parte le leggendarie origini egizie, I Savoia iniziarono ad interessarsi dell'Egitto nel 1629 quando acquistarono dalla famiglia Gonzaga una tavola di bronzo ornata di divinità egizie incise in oro e argento e al centro la dea Isi, la Mensa Isiaca.
Oggi è noto che si trattava di un rifacimento, ma instillò la passione nei sovrani della dinastia piemontese. Carlo Emanuele III chiese al botanico Vitaliano Donati di riportare dall'Egitto qualche reperto al ritorno dall'Egitto nel 1759.
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In seguito, nel 1824, Carlo Felice acquistò da Bernardino Drovetti diplomatico napoleonico, e collezionista una parte cospicua delle sue collezioni di reperti egizi per l’ enorme somma di per circa 400 mila lire, ossia 700 milioni di euro. I pezzi giunsero sul finire del 1823 nella capitale sabauda da Genova su carri trainati dai cavalli in pieno inverno, e diedero inizio alla gloriosa storia del Museo Egizio di Torino, il primo a nascere nel mondo.
http://www.museoegizio.it/
http://countrybred.com/countrybred/the-egyptian-museum-of-turin/
http://www.monithon.it/blog/2014/04/21/monithon-museo-egizio-di-torino-appunti-e-riflessioni-2/
Wednesday, 21 January 2015
Visita- Egyptian Turin !?
Per la Versione Italiana
Turin is a point on an international triangle of white magic - the other points being Prague and Lyon – and of black magic – with San Francisco and London. This is due to its position on the river Po (masculine side ) and its affluent Dora (feminine side) which supplies the city with contrasting energies. These forces make of Turin a mystical place, haunted by spirits, ghosts and by the supernatural forces they evoke.
DOWNLOAD diCARTA ebook FROM HERE
Turin was probably founded by the Egyptians: the Egyptian Prince Eridano, after leaving his mother land for religious reasons, would land in the North of Italy and then would reach a large plain near a river similar to the Nile where he founded Turin. It all happened in the 15th century. The Romans only came in the 2nd century a. C. under the emperor Caesar Ottaviano Augustus who named the settlement Augusta Taurinorum.
Pheaton could also be Apollo's son in Greek mithology. He asked his father to drive the Sun cart and thus show his divine origins. But he went to near the Sun and Zeus killed him with a lightening to prevent dangers on Earth. The cart fell into the river Eridano, or "iw ra dani, river sacred to Ra, the Egiptian God of the Sun.
So, Earth and Water, feminine and masculine elements coexist and dominate the events in the city.
www.thatsgoodnewblog.com
Versione Italiana
Ma quali sono le vere origini di Torino?
Secondo la leggenda fu Pheaton – o Aton, il principale dio egiziano chiamato anche Ra - figlio di Iside, a fondare la città come colonia egiziana, nel 1500 a.C. circa, perché posizionata all'incrocio tra due fiumi: il Po, componente maschile, e la Dora, componente femminile.
Pheaton risulta essere anche Fetonte che, nella mitologia greca, è il figlio di Apollo. Fetonte, per provare di essere veramente figlio del dio, chiese al padre di poter condurre il carro del Sole per dimostrare di essere davvero figlio di un dio. Non sapendolo guidare però, si avvicinò troppo al Sole e Zeus, per paura di poter mettere in pericolo la Terra, fu costretto ad ucciderlo con un fulmine. Il carro cadde così nel fiume Eridano, il cui nome può essere ricondotto a "iw ra danit" il fiume sacro a Ra, il dio Sole egiziano.
Versione Italiana
Ma quali sono le vere origini di Torino?
Secondo la leggenda fu Pheaton – o Aton, il principale dio egiziano chiamato anche Ra - figlio di Iside, a fondare la città come colonia egiziana, nel 1500 a.C. circa, perché posizionata all'incrocio tra due fiumi: il Po, componente maschile, e la Dora, componente femminile.
SCARICA diCARTA ebook DA QUI
Egli intitolò la città al culto del dio Api, che ha le sembianze di un Toro. Questo fatto costituirebbe una prova della denominazione della città, assegnatole in seguito dai Celti, Taurinia appunto.Pheaton risulta essere anche Fetonte che, nella mitologia greca, è il figlio di Apollo. Fetonte, per provare di essere veramente figlio del dio, chiese al padre di poter condurre il carro del Sole per dimostrare di essere davvero figlio di un dio. Non sapendolo guidare però, si avvicinò troppo al Sole e Zeus, per paura di poter mettere in pericolo la Terra, fu costretto ad ucciderlo con un fulmine. Il carro cadde così nel fiume Eridano, il cui nome può essere ricondotto a "iw ra danit" il fiume sacro a Ra, il dio Sole egiziano.
SCARICA diCARTA ebook DA QUI
Dunque Torino ha una duplice componente maschile (il Sole) e femminile (la Luna) ma anche una componente terra-acqua in costante contrapposizione risulta dall'inizio legata all'acqua come simbolo di purificazione e al Sole. Queste dualità convivono e aleggiano queste forze contrastanti che influenzano a nostra insaputa le vicende di Torino.
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